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Diario | cucina | bimbo | viaggi | amici | cronache | ridere |
 
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18 gennaio 2010

Gita!

Ieri, complice una mostra fotografica decidiamo di andare al Forte di Bard in Val d'Aosta.
Dopo una prima consultazione decidiamo che vista l'ora della partenza dovevamo accontentarci di panini, ed allora dopo un breve controllo su guide varie ed internet ci dirigiamo a Tavagnasco (TO), Via IV Novembre n. 2 alla Cascina Barbassa.
Dopo aver visto gli struzzi, ci siamo accomodati a tavola:
ANTIPASTI
- Affettati nostrani e di struzzo;
- Lardo alle erbe con pane nero e liele di montagna;
- Carpaccio di vitello;
- Tomini con marmellata di peperoni e cipolle;
- Quiche lorraine al radicchio;
- Castagne al miele di montagna con riccioli di burro (piatto sublime!).
PRIMO
- Risotto d'inverno (risotto bianco con formaggi e mele!).
SECONDO
- Filetto di struzzo, vitello e salciccia cotti si pietra lavica con patate al forno e carote.
DOLCI
- Scelta tra bounet (particolare budino piemontese con uova, cioccolato ed amaretti) e crostata di mele.
VINO rosso o bianco
Menù 25 Euro gli adulti e 10 i bimbi

Con la pancia piena (molto piena) ci rechiamo al Forte di Bard, a circa 12 Km. dall'agriturismo che ci ha saziati, per la vera meta della gita.
Lasciamo l'auto al parcheggio multipiano e cominciamo a prendere ascensori panoramici (gratuiti) per conquistare il forte.
Arrivati alla meta prendiamo i biglietti per ammirare Wildlife Photographer of the Year 2009: 97 foto di natura uno più bello dell'altro!
La cosa che mi ha molto colpita è che questa foto è stata fatta da un minore di 10 anni!
Ho molto da imparare!!!!!

Giornata stupenda e mostra da non perdere!

28 settembre 2009

Repubbliche baltiche ed un po' di Polonia 1/?

Domenica 2.08.09 partiamo al mattino presto con un po’ di timore per ciò che riguarda il traffico.

Dopo vari cambi di idee decidiamo di non mettere il portabagagli sul tetto e riusciamo a fare stare tutto nell’abitacolo dell’auto.

Dopo 2 caffè arriviamo all’ultimo autogrill prima della biforcazione Tarvisio – Croazia dove consumiamo il pranzo. Questo autogrill sembrava in una giornata di fiera campestre, tante le persone che consumavano il picnic sui prati!

Visto che il navigatore dell’auto aveva deciso di scioperare proprio sul raccordo di Mestre (d’accordo che era stato inaugurato poco tempo prima, ma la “signorina”, come chiamiamo in famiglia il navigatore, era proprio andata in tilt), decidiamo di acquistare la carta stradale d’Europa, visto che la nostra non riuscivamo più a trovarla da nessuna parte!

Mai acquisto fu più azzeccato!

Consumato il nostro pranzo in quella bolgia umana, affrontiamo il Tarvisio e le meravigliose Alpi, con panorami davvero mozzafiato.

Ci fermiamo, per la prima tappa a Graz, dove, fatto un breve giro per l’elegante centro consumiamo la nostra cena.

La passeggiata serale ci porta sotto la torre dell’orologio che sovrasta la città , e, vedendo delle persone che stavano uscendo da una galleria decidiamo di andare a vedere cosa c’era al di là: percorso il piccolo tratto dentro ad una galleria scavata nella roccia, dove la temperatura era meravigliosamente fresca, vista l’afa della giornata, troviamo un bellissimo ascensore panoramico che ci porta proprio alla torre; saliamo e dall’altura siamo riusciti ad ammirare un bellissimo panorama serale!

Lunedì 3.08.09, dopo una abbondante colazione, di quelle che solo in vacanza si possono fare, partiamo alla volta di Cracovia. Abbiamo attraversato la Slovacchia, che ci ha affascinato con i suoi castelli disseminati qui e là, e ci ha sorpreso per il suo ingresso nell’area Euro, abbiamo percorso un piccolo tratto di Repubblica Ceca, e siamo entrati in Polonia, dove ogni 3 km. (o forse anche meno!) c’è un autovelox e dove ogni tre per due ci sono lavori in corso per il rifacimento delle strade!

Raggiunta Cracovia abbiamo iniziato la visita alla città, che ogni guida decantava come meravigliosa!

Bisogna subito fare una premessa: per quanto siano belle le città estere noi siamo italiani ed il patrimonio artistico delle nostre città e dei nostri paesi non ha né uguali né può essere paragonato ad alcunché!

Cracovia, comunque, è veramente molto bella: il centro storico della città vecchia (patrimonio dell’UNESCO) risplende nella sua interezza nella piazza principale che ha al centro una struttura (ex area mercatale) che ospita negozietti interessanti per ogni persona dedita allo shopping: ambra di ogni foggia e di ogni sfumatura, pizzi e biancheria di lino, oltre ai soliti oggetti tipici del souvenir. Ci ripromettiamo una visita più approfondita ed andiamo alla ricerca del ristorante indicato dalla guida.

Appena varchiamo la soglia pensiamo di aver sbagliato: era descritto come un ambiente pieno di paccottiglie degne di “Piccolo mondo antico” del Fogazzaro, ed invece troviamo un ambiente rustico ed un po’ grezzo, pensiamo ad un cambio gestione, invece la sorpresa sta nel piano sotto: proprio un tuffo nel passato: merletti ed antichi quadri, pianoforte con pianista che rallegra con un sottofondo musicale tutta la serata. La cena è squisita, ma la sorpresa arriva con il conto: 27 Euro per una cena di tre persone (o meglio 2 e mezzo!) in un locale che in Italia ne avrebbe voluti almeno 10 volte tanto!

Con molta soddisfazione ci dirigiamo verso l’albergo!

La mattina successiva (4.08.09) continuiamo la visita della città e dei dintorni: ci dirigiamo a visitare la miniera di sale a Wieliczka, appena fuori Cracovia: un vasto sito, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, visitabile per una piccolissima parte dove il sale (di colore nero) e soprattutto le statue di sale troneggiano ovunque! In uno strano percorso, quasi un labirinto, abbiamo visto laghi salati, ritratti vari, animali, nani da miniera, ma il pezzo più emozionante è la chiesa scavata nel sale, la Cappella di Santa Kinga: una sala gigantesca (54 m x 18 m ed alta 12 m) ove tutto è stato scavato nel sale da due fratelli! Uno spettacolo mozzafiato che, da solo, vale tutta la visita e la fatica che abbiamo fatto!

Dopo pranzo rientriamo nel centro di Cracovia e visitiamo il castello reale del Wawel, che è stata la storica sede dei re. Visitiamo la cattedrale, il cui portale in ferro è sormontato da grandi ossa di animali preistorici! Poi vagoliamo per il castello e per le corti, incontrando anche una coppia di neo – sposi intenti a fare le foto ricordo.

Di fronte alla collina del castello ci attendeva una curiosità: una sorta di mongolfiera fissa che, alzandosi da terra permetteva di godere di uno splendido panorama della città.

Ovviamente si fa tardi per lo shopping, ma essendo ad inizio vacanza mi riprometto di abusare dei negozietti delle prossime città!

Torniamo al “nostro ristorante” ma essendo un po’ più tardi del giorno prima non troviamo posto: peccato!

Decidiamo per un altro ristorante poco lontano e sempre consigliato dalla guida: assaggio i miei primi “pirogi”: dei ravioloni ripieni conditi con il burro: una delizia!

La mattina del 5.8.09  andiamo a visitare il quartiere ebraico di Cracovia, divenuto famoso per il film “Schindler's list” e mi rendo conto, visitando sinagoga, cimitero e dintorni che, nonostante gli ebrei siano al nostro fianco da sempre di cultura ebraica non ne so nulla! Ad esempio perché la Torah non si può toccare? Perché gli uomini devono indossare la kippà (cappellino tipo zuccotto) anche nel cimitero? Perché, mille perché cui mi sono ripromessa di dare delle risposte con uno studio approfondito!

Finita la visita e, vista la pioggia che cominciava a scendere, corriamo in auto e ci dirigiamo verso Varsavia.

Anche il centro della città vecchia di Varsavia è patrimonio dell’UNESCO, ma Varsavia è meno bella di Cracovia, forse perché più danneggiata dai bombardamenti o forse perché ricostruita con meno attenzione e cura.

Nella piazza principale troneggia una statua e gli edifici intorno hanno un aspetto allegro e colorato.

La passeggiata ci ha portati al castello ed ai principali edifici adibiti al funzionamento dello stato, essendo la capitale della Polonia.

La cena ci ha fatto assaggiare alcune specialità tipiche della cucina ebraica, e, di nuovo, abbiamo scoperto che con poco si riesce a mangiare bene.

27 gennaio 2009

NON DIMENTICHIAMO!

http://www.scrapbookpages.com/DachauScrapBook/2001Photos/DachauE030.jpg

22 maggio 2008

Egitto – Marsa Alam – Resort Kahramana 3/3 e considerazioni finali

Il 7.5. la vita rilassante del mare continua placida e serena: finalmente ho preso possesso del ricco buffet e so cosa scegliere e cosa far mangiare a babau piccolo, ho preso possesso degli orari e del ritmo delle cose da fare e non fare, ho già finito un libro e ne sto iniziando un altro, insomma, finalmente comincio a rilassarmi!

La sera è prevista “la cena beduina” che noi decidiamo di disertare per recarci il giorno dopo al ristorante di pesce che domina la passerella della barriera corallina.

La sera, poichè il piccolo aveva fatto un’orda di capricci durante il pomeriggio, niente baby dance per punizione (lo so che sono un po’ Hitler, ma i paletti si mettono da piccoli!), quindi facciamo una passeggiata dalla parte della “spiaggia relax”, cioè quella che durante il giorno NON ha l’animazione e ci rendiamo conto che il resort ha dimensioni gigantesche, ma che durante il giorno non c’è ressa da nessuna parte: dove si nasconde tutta questa gente?

Il 8.5. scorre sereno: babau rimane entusiasta quando scopre che l’uomo che rassetta la stanza ha fatto, con gli asciugamani uno splendido coccodrillo (in realtà ha fatto: una bambola, un cigno ed un cuore, una ninfea ed un coccodrillo): non potevamo più toccarlo, il problema è che stazionava sul nostro letto!!!!

In spiaggia scopriamo che alcuni ospiti che due sere prima si erano recati al ristorante del pesce erano a letto con la febbre alta, per cui dopo una rapida occhiata d’intesa, decidiamo che il solito ristorante, che non ci aveva dato alcun tipo di problema, poteva andare benissimo per il resto della vacanza.
Come si dice? “Lasciare la strada vecchia per la nuova.......”

La sera ci aspetta una sontuosa cena in piscina, con tovaglie fino a terra, il rumore del mare, lume di candela.........

Ristabilito l’ordine la sera si va di baby dance e babau si innamora: durante la serata comincia ad abbracciare una bimba, la quale, teneramente ricambia l’abbraccio!

Il 9.5 è l’ultimo giorno della nostra vacanza, e poichè stare nel resort è bello, ma, farmacia a parte, non abbiamo messo il naso fuori, poichè siamo molto curiosi di famiglia, tra tutte le escursioni proposte (e volendo farle tutte si deve stare almeno 2 settimane!) abbiamo scelto di vedere El Quseir che veniva così proposta: “visita ad una tipica cittadina egiziana e passeggiata per fare shopping. Partenza alle ore 13.00 Rientro previsto alle 18.00. Pomeriggio – in bus costo Euro 15,00”

Ovviamente avevamo pagato il giorno prima ed all’ora prestabilita ci siamo trovati alla reception per la partenza.

La disorganizzazione egiziana ci fa ritardare la partenza di 20 minuti, ed il trasferimento si è rivelato confortevole: la nostra guida, un egiziano di nome Mahamud, si rivela una persona simpatica ed aperta alle mille domande che gli sono state rivolte.

Ci spiega la storia e la geografia dell’Egitto (ovviamente in formato bignami), e ci accompagna a vedere una moschea (peccato che fosse chiusa e che l’uomo della chiave fosse disperso!). Poi ci accompagna a vedere i resti di una fabbrica italiana di fosforo, ora completamente abbandonata, ed infine parte il giro dello shopping!

In realtà da comperare c’è ben poco: le cose più carine e......locali erano i narghilè (ma in valigia avrebbero fatto una brutta fine) ed i papiri: null’altro!

La cittadina ricorda Beirut subito dopo i bombardamenti: poca, anzi pochissima, pulizia ed un senso di povertà ci assale insieme al caldo.

La “via dei negozi” si rivela una accozzaglia di botteghe che cercano di spennare i turisti.

Non ci sono prezzi esposti e si contratta tutto!

Abbiamo preso qualche maglietta, qualche papiro ed un po’ di karkadè, ma soprattutto ci siamo sentiti ricchi e fortunati!

La guida, al ritorno, ci ha ringraziati per aver esportato un po’ del nostro denaro al di fuori del resort, spiegandoci che i turisti che non escono dal resort pagano gli stipendi agli addetti (un giardiniere guadagna dai 60 agli 80 euro al mese), ma non portano ricchezza nel resto dell’Egitto!

Il fuoco di fila di domande e delle risposte ci ha fatto tornare nel resort in un batter d’occhio!

La serata è stata allietata dalla solita baby dance, e poichè le valigie erano già pronte avevamo deciso di rimanere fino alla fine dello spettacolo che gli animatori diligentemente preparavano ogni sera, ma che puntualmente a metà lasciavamo per la nanna.

Alle 22,30 babau piccolo decreta che ha sonno e così anche l’ultimo spettacolo viene lasciato senza una fine, nonostante i ragazzi dell’animazione fossero bravissimi!!!

Il 10.5. si parte: ovviamente la disorganizzazione prevale. Come si fa a consegnare le chiavi della stanza alle 8,15 ed a mettere i bagagli fuori alle 8,30? Logicamente alle 8,10 i bagagli erano fuori dalla stanza e successivamente c’è stata la consegna delle chiavi!

Il viaggio verso l’aereoporto è partito con ½ ora di ritardo, i controlli in aereoporto sono infiniti ed estenuanti (compreso il controllo delle valigie che non fanno parte del bagaglio a mano per la verifica che sabbia, corallo e conchiglie rimangano al loro posto – multa da 200 a 1000 euro!) con la solita sensazione che la mano destra controlla quello che fa la sinistra e viceversa!

Il volo parte con un’ora di ritardo, e a Milano ci aspetta una giornata calda.

Vacanza finita, rimangono i ricordi e le foto!

Due considerazioni a parte: cibo ed escursioni.

Navigando in Internet prima di partire ci siamo soffermati su OGNI commento sul Kahramana Resort, meta della nostra destinazione. Ovvio che ciò che si ricorda sono i commenti negativi e ne abbiamo trovati tanti in relazione al cibo: scarso, ripetitivo, pessimo.....

Personalmente posso dire che il cibo era abbondante ed ottimo.

Ho assaggiato un po’ di tutto, tranne la pasta perchè mi rifiuto di mangiare la pasta all’estero per poi considerare che in Italia è più buona (!).

Il bancone buffet a colazione prevedeva una prima parte con la presenza dell’uomo che preparava la base delle crepes: vi era la cioccolata calda, il miele, lo zucchero a velo e, da un’altra parte, la marmellata al fine di poter far scegliere il ripieno desiderato direttamente all’ospite. Almeno 15 tipi di brioches diversi, yoghurt, latte caldo e freddo, pane, prosciutto e formaggi, macedonie di frutta.

Nelle sale vi era il caffè ed il the.

A pranzo ed a cena vi era la presenza di Giosuè, un cuoco italiano, originario di Pantelleria, che era addetto alla pasta (ovviamente precotta) che condiva come l’ospite preferiva (verdure, carne, pesce o semplicemente in bianco come la mangiava babau piccolo). Seguiva il bancone con la parte fredda (insalate di verdura cotta), salumi e formaggi, ed, a seguire, i cibi caldi: riso, carne, pesce, pollo, patate (purea, al forno fritte....), verdura calda o altro tipo di pasta (come pasta al forno o cannelloni), e l’angolo della specialità del giorno (carne o pesce alla brace, alcune specialità egiziane dal nome impronunciabile!).

In tre isole poste di fronte al buffet si trovavano: a- il pane (almeno 20 tipi diversi!), b- le verdure crude e insalate di pasta, c- i dolci (almeno 10 tipi tra torte, biscotti e budini) e la frutta (anguria e melone a pranzo, mele, pesche e banane la sera).

Ovviamente c’era da mangiare anche durante il giorno al bar della piscina!

Per le escursioni: martedì è prevista la visita a Luxor (partenza ore 4.15 ritorno ore 23,45 costo euro 95), giovedì è prevista Aswan (partenza ore 3.45 ritorno ore 21,30 costo euro 85), mercoledì e venerdì Qulaan gli atolli del mar rosso (partenza ore 7.45 ritorno ore 18,00 costo euro 55), giovedì Shalateen (partenza ore 6,00 ritorno ore 18,00 costo euro 50), mercoledì jeep marine (partenza ore 9,00 ritorno ore 16,00 costo euro 45), Sharm El Loli giornata intera mercoledì e venerdì (partenza ore 7.45 ritorno ore 17,30 costo euro 40) o mezza giornata martedì e giovedì (partenza ore 7.45 ritorno ore 13,30 costo euro 25), Marsha Shuni mezza giornata domenica, lunedì e giovedì (partenza ore 8,30 ritorno ore 13,00 costo euro 15), jeep safari e cammellata mercoledì e venerdì (partenza ore 15,00 ritorno ore 19,00 costo euro 35), cena sotto le stelle (partenza ore 20,00 ritorno ore 23,00 costo euro 35), snorkelling e ... alla scoperta di Marsa Alam lunedi (partenza ore 9,30 ritorno ore 15,30 costo euro 45), Shopping El Quseir venerdì (partenza ore 13,00 ritorno ore 18,00 costo euro 15), motorata tutti i giorni su richiesta moto marine 5 ore costo 50 euro singolo 75 euro doppio moto al tramonto 3 ore 45 euro singolo 65 euro doppio, cavalcata cammellata tutti i giorni su richiesta euro 35.




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17 maggio 2008

Egitto – Marsa Alam – Resort Kahramana 2/?

Il 5.5 ci svegliamo, mentre il babau grande è già uscito per la sua terza immersione!

Babau piccolo sembra completamente ristabilito per cui si va a fare la colazione.

Visto che tutto sembrava procedere per il meglio, ma prevenire è sempre meglio che curare, decido che prima di andare in spiaggia è meglio fare una prova dove la sabbia non c’è e quindi, dopo aver preso i teli messi gratuitamente a disposizione dal resort, ci siamo diretti alle “tre piscinette” che si trovavano proprio di fronte alla zona del ristorante: si tratta di tre piscine a semicerchio degradanti verso la spiaggia, di altezze diverse!

Con il piccolo ci divertiamo ad entrare ed uscire in ogni piscina e a farci massaggiare dalla cascata di acqua fresca che dalla piscina più alta cade nella seconda di altezza più bassa.

Babau si divertiva come un matto e stava benissimo, per cui, verso le 10,30 della mattina andiamo in spiaggia a cercare un ombrellone libero.

Lo troviamo e passiamo il resto della mattinata in spiaggia, con secchiello, palette e formine!

In tarda mattinata arriva anche il babau grande, che mi consente di fare la mia prima lezione di danza del ventre: una meraviglia!

Pranzo e nanna e spiaggia anche nel pomeriggio, disertando gli inviti degli altri bimbi che volevano fare il bagno solo in piscina................

La sera, dopo cena, la baby dance diventa un appuntamento fisso!

Il 6.5 è un’altra splendida giornata di sole accarezzato dalla brezza e dal rumore del mare.

Insomma il nostro paradiso si rivela proprio come lo avevamo desiderato....

Io continuo le mie lezioni di danza del ventre sotto il picco del sole, babau gioca in spiaggia con gli altri bimbi, i quali, timidamente provano ad avventurarsi nell’acqua del mare, piuttosto che in piscina.

Nel pomeriggio andiamo in esplorazione nella spiaggia di Abu Dabab, raggiungibile con navetta gratuita dalla recepition del resort.

Dopo un tragitto di circa un quarto d’ora arriviamo in questa spiaggia, attrezzata di ombrelloni e sdraio: babau ha deciso che quella era l’ora della nanna e, sistemato su un lettino con il salvagente con funzioni di cuscino, si è fatto una grande ronfata. Io e babau grande ci siamo alternati per lo snorkeling: una meraviglia!

La peculiarità di questa spiaggia è quella di avere la barriera laterale, facilissima per i bambini e per i principianti o gli imbranati come me!

Avventurandosi, pinneggiando piano piano si apre un mondo di coralli e pesci di ogni forma e colore, per poi svoltare verso il centro della baia alla ricerca del dugongo, un mammifero ormai in via di estinzione. Io non sono stata fortunata e non l’ho visto, ma per chi fa snorkeling è proprio un po’ difficile: lui se ne sta al fondo del mare a brucare le sue alghette per cui o si becca il momento della risalita in superficie o si vede un bel mucchio di polvere!

In compenso ho ammirato una grandissima tartaruga che passeggiava tranquilla tranquilla accompagnata da due amici pesci sulla sua schiena! (continua)




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12 maggio 2008

Egitto – Marsa Alam – Resort Kahramana 1/?

La giornata più pesante è stata quella della partenza: sabato 3.05.08 sveglia all1,30 del mattino, bagagli sulla macchina, ed in punta di piedi abbiamo preso babau dal suo lettino con tutta la delicatezza possibile.

Appena in macchina babau, tutto eccitato dalla partenza si sveglia dicendo: “E’ notte? Stiamo andando a prendere l’aereo?” ed è stato sveglio per metà autostrada, tutto contento del viaggio notturno!

All’arrivo al parcheggio prenotato, babau si sveglia e chiede: “Siamo in aereo?”, ed invece no!

Finita la trafila di macchina, bagagli, navetta, aereoporto, check in, controlli vari, ci fermiamo per fare colazione (l’ultima all’italiana) e vediamo l’alba da Malpensa (che proprio poetica non è!).

Finalmente si sale sull’aereo e, dopo circa un’oretta di ritardo si parte!

Per fortuna sull’aereo ci sono altri bimbi e così tra chiacchiere, nanna e giochi (rigorosamente seduti) il tempo del volo passa velocemente.

All’arrivo a Marsa Alam comincia il delirio della disorganizzazione egiziana: centinaia di persone in coda per i controlli, per i secondi controlli, per i terzi controlli.....con la sensazione che loro stessi non si fidino del loro operato: tutti a verificare il lavoro altrui!

Recuperati i bagagli siamo usciti nella calura del deserto roccioso egiziano, con un sole fortissimo ed accecante alla ricerca del pullman che ci doveva portare al nostro resort!

Sistemati i bagagli, e sistemate le persone inizia il trasferimento: 1 ora e ½ di nulla a destra e di resort a sinistra di un lungo serpentone di asfalto (ovviamente ad una sola corsia per senso di marcia) che arriva fino al Sudan.

Finalmente verso le 14.00 ora locale arriviamo al resort: l’impatto è piacevole, ma il personale egiziano è un po’ lento!

Con la chiave della stanza ci rinfreschiamo il viso e poi dritti al ristorante, perchè la fame è una brutta bestia!

Il resort è immerso nel verde più verde, che nemmeno in Piemonte è così brillante: ovunque fiori profumati e colorati, davanti al ristorante tre piscine enormi ad altezze diverse e, di fronte un mare con mille tonalità di blu ed azzurro!

Babau sembra stanco morto, ed ovviamente, non assaggiando mai cosa gli metto nel piatto, sono riuscita subito a fargli mangiare un boccone dei cannelloni di pasta ripieni di carne speziata ed un po’ piccante!

Abbiamo rimediato con del formaggio e tanta anguria!

Dopo pranzo provo a farlo riposare, ma il suo letto non era ancora pronto e noi eravamo senza le valigie, che sono arrivate solo verso le 16.00!

Sistemata la roba negli armadi, ci muoviamo alla scoperta del resort e ci fermiamo alla seconda piscina che era più riparata dal vento che soffiava intensamente.

Fatto il bagno (ma la piscina NON era riscaldata), siamo tornati in stanza per farci una bella doccia e sistemarci per affrontare la serata: riunione introduttiva, cena e baby dance!

La cena è stata migliore del pranzo per babau, perchè ho prestato più attenzione a ciò che mettevo nel piatto del piccolo, ma era troppo stanco per affrontare la pappa; poi baby dance con Amabile e Chiara, le ragazze che si occupavano del mini club.

Verso le 22.00 tutti a nanna!

Il 4.05 babau sembra svogliato, lo tocco e mi sembra caldo.....ed ovviamente ho dimenticato il termometro a casa (lo porto sempre!). Andiamo io e lui a fare colazione (il babau grande è già a fare la sua prima immersione) e mi avanza quasi tutto .... ha sempre la fronte calda.

Andiamo a fare un giro alla ricerca del mini club, giusto per conoscere le ragazze: sono tutti in piscina. Li raggiungiamo e, dopo averlo toccato, mi consigliano di portarlo dal medico.

Ovviamente tutti parlano italiano, ma non il medico, e così con il mio inglese dimenticato e traballante (ogni tanto mi sembro Totò a Milano: “Nojo volevam savuar....”) riesco a fargli misurare la temperatura: 37,9!

Intanto si è fatta l’ora di pranzo, e, visto che babau non aveva fame, sono riuscita a fargli ingurgitare un po’ di brodo di pollo e poi in stanza, tachipirina e nanna!

Si è addormentato subito ed ha dormito fino alle 18,30 senza un lamento!

Intanto il babau grande ha fatto la sua seconda immersione ed io mi sono dedicata alla lettura sul terrazzino della stanza che a quell’ora godeva di una fantastica ombra e di una leggera brezza, con il rumore del mare in sottofondo!

Verso sera, con l’arrivo del grande siamo andati in farmacia per l’acquisto del termometro, poi la cena e visto che stava meglio anche un po’ di baby dance.

Altra tachipirina e grande nanna! (continua)




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31 gennaio 2008

A richiesta.........

....ecco la matrioska di winnie the pooh!

 

.... il brontosauro giallo non è russo, ma babau l'ha voluto nella foto :) 




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14 dicembre 2007

Mi devo preoccupare?

Il babau grande va a fare un meeting con la sua azienda a San Pietroburgo a gennaio.
Girovagando alla ricerca di notizie su questa splendida città ho trovato questo articolo: mi devo preoccupare?

"Pellegrino no problem

Aprire un società in Russia nella maggior parte dei casi, è una semplice scusante per permettersi di tanto in tanto la libertà di fare un giretto in Russia


Questo servizio é rivolto essenzialmente a tutti coloro che necessitino di una copertura, di una pezza giustificativa la quale dimostri sulla carta la necessità di tanto in tanto di fare una piccola capatina in Russia.
Sappiamo benissimo che molti sono gli imprenditori e uomini d’affari che in Russia con la scusa del “business” e di sondare nuove possibilità per ampliare gli orizzonti al proprio mercato, vi giungono essenzialmente per protrarre in sordina le proprie relazioni sentimentali con qualche avvenente ragazza russa, sappiamo benissimo anche che innumerevoli sono coloro che si auto convincono d’arrivare veramente in Russia per aprire una attività quando in realtà a livello inconscio nella loro mente frulla tutt’altro!
E’ con grande piacere che avviamo il servizio “Pellegrino no-problem” a sostegno di tutti coloro che in Russia, in particolare a San Pietroburgo o Mosca, necessitassero d'un supporto credibile a giustifica delle proprie “scappatelle” sentimentali.
In cosa consiste il nostro servizio? Consiste nel creare un paravento nei confronti della vostra famiglia e dei vostri cari, che renda perlomeno un alone di veridicità ai vostri viaggi in Russia.
Provvederemo ad aprire a San Pietroburgo una società a voi intestata (che rimarrà chiaramente non operativa), la quale risulterà a tutti gli effetti una filiale in Russia della vostra attività.
Forniremo un numero di telefono esclusivo a "copertura" d'eventuali controlli da parte di chicchessia (questo numero servirà come riscontro credibile, chiunque potrà chiamare e ottenete una conferma telefonica che la vostra attività esista “sul serio”).
Provvederemo ove necessario a fornirvi a prezzi particolarmente vantaggiosi tutta l’assistenza di cui necessitiate in loco (transfer, alloggi, interpreti disponibili anche durante le ore serali e notturne).
Vi verrà fornito il “kit del pellegrino”, ovvero biglietti da visita, e materiale inerente la vostra presunta attività.
Vip, personaggi appartenenti al mondo della Politica ecc.. avranno garanzia di rimanere lontani dall’occhio indiscreto di telecamere e macchine fotografiche, provvederemo a verificare l’assenza di apparecchi spia negli alloggi e luoghi utilizzati come per esempio saune, sale private, caffè, ecc..
Ci occuperemo su vostro conto di svolgere alle piccole adempienze che implica avere un’amante a distanza: Farle avere dei fiori nei giorni di ricorrenza quali compleanno e otto marzo, fare da tramite in varie situazioni ed eventualità che possono capitare.
Nel caso che perdiate la testa per la vostra amante russa e decidiate d'intestare a lei immobili o di farle avere ingenti somme in denaro, cercheremo di dissuadervi nel farlo e di farvi rientrare nel lume della ragione.
Chiaramente, il tutto verrà offerto con la massima discrezione che da sempre ci contraddistingue!
Il servizio “pellegrino no problem”, non verrà offerto, a coloro che in Russia si illudano di giungervi con reali ed effettive intenzioni di fare del business, questo anche a tutela della vostra incolumità psichica ed economica.  Nel caso perdiate le staffe,sarà nostra facoltà di recedere dal servizio.
Un preventivo potrà essere formulato previo richiesta d’appuntamento in loco che dovrà avvenire scrivendoci tramite il modulo di contatto del sito. "




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18 novembre 2007

Olanda 6/6

 

Il 21.08.07 ci avventuriamo a Rotterdam con il sole dalla nostra parte!

Durante la notte, infatti, un temporale incredibile ci ha tenuto compagnia attraverso i vetri sul tetto della nostra mansarda ed è stata un piacevole sottofondo, da sentire sotto un caldo piumone!

Rotterdam è una città speciale per chi studia o ha studiato architettura: intanto è il primo porto al mondo, porto visitabile attraverso una gita con la barca, e poi è sede degli edifici più strani che io abbia mai visto, a cominciare dalle case cubiche di Pete Blom di cui una è destinata a museo che prontamente abbiamo visitato!

La visita ci ha lasciato di stucco, anche perchè tutte le case sono abitate e vi un notevole spreco di spazio, anche se vivere dentro quello strano cubo deve essere un’esperienza particolare (quelli alti devono fare attenzione!).

Lasciate le case cubo ci siamo immersi nel mercato, che come tutti i mercati olandesi traboccano di bulbi e fiori!

Dopo aver girondolato ancora per la città ed aver incontrato un gruppo di studenti che, vestiti da pinguini, saltellavano e ballavano in previsione di uno spot pubblicitario, lasciamo Rotterdam e ci dirigiamo verso Kinderijk, dove ci sono 19 mulini a vento, costruiti nel 1740 e proclamati Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Uno spettacolo meraviglioso e fiabesco: abbiamo preso la barca che ci ha fatto ammirare questi bellissimi mulini dal canale e ci ha fatto fare un bel po’ di foto!

Lasciati i mulini ci siamo diretti a casa per un’altra, ed ultima, cena casalinga!

Il 22.08 ci dobbiamo spostare dalla nostra splendida ed economica sistemazione e ci dirigiamo ancora verso sud.

Troviamo alloggio in un albergo a Bergen op Zoom, paesino senza attrattive particolari, ma utile come base per spostarci nella zona che ci interessava: la Zelanda.

La visita di questa “manina” che protende verso il mare del Nord ci ha portati ad attraversare, per tutta la giornata paesini da cartolina e paesaggi marini.

Ad un certo punto, nel bel mezzo di una sosta sulla spiaggia i miei due babau decidono di saggiare l’acqua e di immergersi nelle gelide acque olandesi: a me non è restato altro che immortalarli!

A cena abbiamo conosciuto una ragazza italiana che da molti anni vive in Olanda e che ci ha confessato di non voler più tornare in Italia sia per i suoi legami familiari e sia per il modo più civile di vivere degli olandesi!

Ritorno alla base e sonno ristoratore!

Il 23.08 lasciamo l’olanda per fare una tappa in Belgio, precisamente ad Anversa.

Il patto che ogni giorno facevamo con le nuvole olandesi non è servito con le nuvole del Belgio che si sono sfogate contro di noi con una pioggia che ci ha reso zuppi fin da subito!

Anversa è una elegante città piena di chiese e di particolari monumenti: nelle chiese dominano i quadri di Rubens che abbiamo ammirato con calma in tutto il loro splendore, anche un po’ per ripararci dalla pioggia (in ogni caso nel momento in cui si paga un biglietto per entrare in chiesa lo si sfrutta fino in fondo......!).

Ad Anversa, poi, avevamo una guida d’eccezione: un ragazzo che come il babau grande gioca a dark galaxy (un gioco in internet terribile che ci fa arrivare, ad ogni turno, alle soglie del divorzio!)! E così un’altra amicizia virtuale si è trasformata in un incontro reale!

Lasciata Anversa, con un bel po’ di cioccolatini in tasca, siamo rientrati in Olanda dove il sole splendeva serafico!

Abbiamo cenato a Bergen op Zoom ed abbiamo fatto un giro in questo tranquillo paesino!

La sera dritti a nanna: il giorno dopo iniziava il viaggio per il rientro a casa!

Il 24.08 inizia il ritorno, con un passaggio a Maastricht, città fondamentale per l’Unione Europea, peccato che il palazzo dove nel 1991 è stato firmato il trattato non è visitabile, nè facilmente raggiungibile!

In ogni caso la cittadina, che ci ha accolto con un caldo sole ed un colorato mercato ci ha lasciato nel cuore l’ultima immagine dell’olanda solare e ridente dove la vita sembra scorrere ad un ritmo completamente diverso rispetto alle nostre frenetiche città italiane!

 

Ecco l'ultima puntata, la vacanza è finita e la realtà lavorativa ci è tornata addosso, e forse per questo che è stato più difficile scrivere quest'ultima parte.




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14 ottobre 2007

Olanda 5/?

 

Il 16.08 si parte alla volta di Utrecht, graziosa cittadina universitaria che pullula di giovani e di allegria!

La città ci ha accolti con il sole, poi la pioggia, poi il vento a raffiche e per finire di nuovo un bel sole ed una temperatura gradevole!

Una idea geniale che hanno avuto gli uomini al potere della città è stato trasformare la stazione ferroviaria, dove convengono anche gli autobus, in un luogo allegro: un enorme centro commerciale che, da un lato ripara gli umani dalle bizzarrie del tempo nordico e dall’altro allontana l’idea di degrado che abbraccia ogni stazione.

La visita di Utrecht ci ha impegnato per tutta la giornata, anche se ovunque ci si trovi nel centro della città basta guardare in alto e la Domtoren ti sovrasta con i suoi 112 m di altezza (è la torre più alta d’Olanda!).

Il giorno dopo ci siamo recati a Gouda, paesino grazioso molto noto per la produzione del formaggio (il Gouda, appunto), e per autopromuovere il loro prodotto i “goudesi” hanno deciso di posizionare forme di formaggio sui lampioni! Purtroppo il tempo durante la nostra visita è stato terribile: pioggia a scrosci, tuoni, cielo grigio e plumbeo che non ci ha permesso di ammirare Gouda in tutta la sua bellezza, ma, invece, ci ha fatto percorrere le vie del centro (rigorosamente pedonali) alla ricerca di un riparo dall’acqua che cadeva incessante.

Piano piano, però ha fatto capolino il cielo azzurro ed un caldo sole.

Lasciata Gouda ci siamo diretti verso Hilversum per ammirare i dintorni dei laghi di Loosdrecht, con il castello De Haar e Loosdrecht che ci ha ospitati per la cena, ed è stata l’unica volta che abbiamo avuto un tavolo per cena dotato di tovaglia!

Il 18.08 ci spostiamo alla ricerca di una sistemazione per la nanna che ci permetta di muoverci verso l’Aia, Rotterdam e gli altri paesini lì intorno.

Trovato il posto della nanna (un meraviglioso b. & b. che ci ha concesso, per 35 €. a notte un grazioso appartamento con uso cucina!) ci dirigiamo a Leida, che ci ha accolto con i colori ed i profumi del mercato, oltre all’eleganza dei palazzi cittadini.

I mercati olandesi sono un tripudio di colori e convenienza: mi sarebbe piaciuto acquistare di tutto, ma lo spazio in auto non mi ha permesso di sfruttare la mia inclinazione allo shopping! I banchetti che, però, hanno destato la mia curiosità sono stati quelli dei fiori: a prezzi stracciati, rispetto ai nostri, si portavano via mazzi meravigliosi e piante ancor più belle: per non parlare delle orchidee che a soli 4-5- Euro venivano vendute di ogni colore.

Fatta la spesa, e permesso al babau di giocare in un parco giochi con due bimbi olandesi (il più grande di 7 anni parlava inglese molto meglio di me!), torniamo verso la nostra sistemazione abitativa e mi metto a cucinare: la pasta al pomodoro ha fatto così esclamare il babau: “Complimenti alla cuoca!” e ciò mi ha fatto capire che per quanto buona sia la cucina estera un piatto di pasta è veramente imbattibile!

Il 19.08 andiamo alla scoperta de L’Aia, la capitale dell’Olanda e sede della residenza reale.

L’Aia (Den Haag in olandese!) è ua città elegante e signorile con i viali belli grandi e qualche canale qui e là (nessuno rispetto ad Amsterdam!).

La visita, effettuata in una sonnacchiosa domenica, ci ha permesso il lusso di passeggiare con calma e di ammirare l’architettura signorile che ben si addice ad una capitale.

Siamo riusciti a visitare il museo di Escher con i suoi innumerevoli e strani disegni, le prospettive forzate che ti fanno andare oltre la realtà (tra l’altro si possono fotografare in tutta libertà senza il flash, ovviamente!).

Nel pomeriggio ci siamo recati a Scheveningen, il sobborgo marittimo della città con una spiaggia di sabbia fine lunga oltre 3 km.: che dire la sabbia era splendida, ma il mare è proprio marroncino.........

Verso sera siamo andati ancora a zonzo ed abbiamo trovato le famose chiuse: abbiamo aspettato le barche e ci siamo resi conto i come funzionano realmente. Queste enormi porte, capolavori di ingegneria idraulica, permettono ai Paesi Bassi di sopravvivere e di mantenere intatta la loro esistenza.

Il giorno dopo (20.08) molto presto al mattino siamo tornati a L’Aia per la visita di Madurodam, cioè l’Olanda in miniatura. Nulla di particolare a parte la prima mezz’ora da incubo perchè il babau piccolo voleva prendere ogni macchinina presente nelle miniature, ed il babau grande, che aveva visitato Madurodam quando aveva 10 anni, si ritrovava nel paese dei balocchi!

Passata la mezz’ora i due babau si sono ridimensionati ed insieme abbiamo ammirato l’Olanda che avevamo già visitato e quella che dovevamo ancora vedere, anche se i giorni della vacanza stavano per finire!

Dopo Madurodam siamo andati prima alla ricerca della residenza reale di cui abbiamo potuto vedere solo l’ingresso, ma nulla del palazzo, nascosto da un lungo viale alberato e totalmente inaccessibile, e poi a Deft, città famosa per le sue ceramiche bianche ed azzurre, ed infatti abbiamo visitato la fabbrica acchiappaturisti!

Quel pomeriggio, nella piazza principale di Deft si svolgeva una festa di chiassossimi, coloratissimi e meravigliosi ragazzi del liceo che festeggiavano l’inizio della scuola: come ci siamo sentiti vecchi!

Rientrati a “casa” ci siamo gustati un’altra meravigliosa cena casalinga!

(continua)




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23 settembre 2007

olanda 4/?

 

Una cosa che mi è piaciuta tanto a Kampen è stata una scoperta per la colazione, che funziona benissimo anche per la merenda!

In altri alberghi, infatti, avevo notato le codette di cioccolato, quelle che noi usiamo per le decorazioni delle torte. Ovviamente non sapendo a cosa servissero le avevo utilizzate per la cioccolata calda (ogni tanto il mio ingegno si aguzza, anche se in modo sbagliato!), ma nell’albergo, guardando i piatti degli altri ho scoperto come gli olandesi utilizzano le codette: pane, burro e codette. Ovviamente era il modo più semplice ed io mi sono complicata la vita ma questa scoperta ha rivoluzionato la mia colazione..........!

Il 14.8 siamo andati alla scoperta del parco più grande dell’Olanda: De Hoge Veluwe dove è inserito il museo Kroller-Muller che abbiamo saltato per i noti motivi di babau ed il museo Museonder, che invece abbiamo visitato!

Il parco è bellissimo ed immenso e...non sembra di essere in Olanda: il paesaggio costellato da alberi secolari ricorda più la Germania, ma è stata una giornata stupenda!

Entrati nel parco con la macchina abbiamo raggiunto la postazione del museonder, cioè un museo sperimentale che esamina gli animali ed il loro habitatat naturale: una gioia per il piccolo!

Dopo la visita abbiamo scoperto che la miriade di biciclette bianche, attaccate alla rastrelliera (450 circa!) erano gratuitamente a disposizione!

Che meraviglia: abbiamo cercato bici con sellino per il piccolo e siamo andati, con l’aria nelle orecchie a zonzo per il parco!

Siamo arrivati al museo Kroller-Muller ed abbiamo ancora gironzolato alla ricerca degli animali che vivono in questo bellissimo parco: ovviamente non ne abbiamo visto nemmeno uno.....!

Abbiamo anche fatto un meraviglioso pic-nic nel bosco e, nel pomeriggio ci siamo spostati a Deventer e poi a Kampen, che se è pur vero che ci dava riparo per la notte, era anche vero che non avevamo ancora visitato!

Il 15.8 abbiamo avuto un altro temporale come sveglia!

Pazienza, andando nel nord europa la pioggia la si mette in conto!

Partiamo alla volta di Apeldoorn, graziosa cittadina famosa per il Paleis Het Loo, cioè una meravigliosa residenza reale della fine del ‘600.

Il tempo sembra un disastro: pioggia a scrosci per tutto il trasferimento in auto: certo che girare l’Olanda in bicicletta sarà meraviglioso ma se ne esce molto inzuppati!

Arriviamo alla nostra destinazione e, piano piano smette di piovere. La variabilità del tempo è un fattore cui noi, protetti dalle alpi non siamo molto abituati: ci si sveglia con la pioggia e si torna a casa dopo almeno 4 o 5 modifiche del tempo: pioggia, sole, nuvole che si rincorrono nel cielo.....

Uno spettacolo incredibile che da solo giustifica il varcare le nostre montagne!

La residenza reale è bellissima e sontuosa, con arredi meravigliosi che ti fanno sognare i bei tempi di una volta (ovviamente dalla parte dei ricconi!).

Luca inevitabilmente comincia ad annoiarsi e così inizio a raccontargli, stanza per stanza cosa succedeva lì una volta: ma come spiegare la camera da letto del re e quella della regina? Ovviamente, dopo aver osservato un po’ perplesso mi chiede: ”Ma perchè non dormivano insieme?” Già, bella domanda, così la risposta è stata che anche il re e la regina a volte litigavano, e così la regina arrabbiata andava a dormire nella sua camera da sola, oppure, visto che il re era solito russare tanto, avendo tanto spazio la regina cambiava camera da letto........

Avete altre idee????

La residenza reale ha all’interno dei giardini curatissimi, i famosi giardini all’italiana, che si osservano dal tetto del palazzo, con un meraviglioso colpo d’occhio per ciò che concerne la cura della simmetricità.

Finita la visita ci avventuriamo proprio in quei giardini con sontuose fontane che, nella piscinetta di raccolta delle acque si nascondono famelici pescioni!

Dopo pranzo, e non un pranzo degno del nostro ferragosto, ci spostiamo verso Arnhem, dove si trova il Nederlands Openluchtmuseum, cioè il museo d’Olanda all’aperto, che ricostruisce la vita quotidiana nell’Olanda del passato.

La prima tappa è stato il trenino che ci ha fatto attraversare questo parco e, darci un’idea di cosa dovevamo visitare con maggiore calma.

La prima tappa è stata la visita di due edifici dove all’interno di uno vi erano tutti gli “avanzi di soffitta” degli olandesi, mentre l’altro edificio è destinato alla raccolta delle collezioni di persone che si divertono a farle (in particolare vi è esposta la collezione di 13.000 salvadanai di ogni forma, colore e materiale che un tizio, direttore della banca d’Olanda ha collezionato durante la sua vita e che ha lasciato al museo alla sua dipartita!).

La seconda tappa, invece è stata la fattoria per i bimbi, dove una giovane signora si è presa cura del nostro babau e lo ha portato a fare i lavori della stalla: dare da mangiare alle mucche, alle caprette........ Il babau era un bimbo felice, anche se quando gli ho chiesto se capiva cosa la maestra gli avesse detto lui mi ha guardata con aria furbetta e mi ha detto: “No, parlava strano!”.

La visita è stata piacevole, tra mulini a vento e vecchie case, strani giocattoli di un tempo.

Merenda a base di poffertjes (piccoli pancakes che vengono serviti caldi accompagnati da zucchero a velo ed una noce di burro) e poi rientro alla base!

Il giorno dopo si doveva ripartire, per cui le valigie erano in attesa!

(continua)




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16 settembre 2007

OLANDA 3/?

 

L’11.08 abbiamo gironzolato per il nord dell’olanda, visitando paesini caratteristici.

Prima tappa Hoorn, cittadina graziosa allietata dal mercato e dalla festa: tra bancarelle di vestiti, scarpe e cibi, vi erano bancarelle di caramelle, dolci e giostrine di ogni genere!

Finito la visita a questa cittadina, ci avventuriamo per un pic-nic sui prati, circondati, nei campi vicini da pecore (bianche e nere), cavalli e mucche, lieta compagnia di tutta la campagna olandese.

Nel pomeriggio abbiamo visitato altri due graziosi paesini.

Questi paesini-cittadine hanno più o meno le stesse caratteristiche: parte centrale, rigorosamente pedonale, costellata da tanti negozietti, in cui si respira una meravigliosa aria del “vivere tranquilli e saper godere del tempo libero!”.

Probabilmente ci occorre prendere esempio da loro: anche i negozietti sono delle piccole chicche: nulla di frenetico o freddo, ma una semplice e calda accoglienza. Il mito sono i negozi di fiori: ce ne sono ovunque ed i fiori costano pochissimo: non è un problema incrociare olandesi con fiori sotto il braccio da portare a casa per allietare l’ambiente domestico!

Dopo cena ci siamo deliziati con il nostro faro rosso che ha tenuto compagnia nella nostra passeggiata serale.

Il 12.08 si riparte con tutti i bagagli per cambiare destinazione: il nord ovest dell’olanda!

E così, dopo pochi km. ci troviamo ad attraversare la Afshuidijk, cioè la mega diga che taglia il mare del nord al di sotto delle isole frisone!

Altro che il ponte sullo stretto di Messina: lì i capolavori di ingegneria si sprecano e, essendo fatti per salvare la loro terra dal mare, sono accettati con grandi sorrisi!

Superata la diga, andiamo alla scoperta di Sneek, dove vi è una porta è molto famosa, Hindeloopen, che ci delizia per il pranzo (e dove i bambini facevano il bagno in mare!) e facciamo tappa a Kampen, dove un albergo ci ospiterà per qualche notte!

L’albergatore, un uomo innamorato del proprio lavoro, ci indirizza subito a Giethoor, magnificandola come una “verde Venezia”.

Poichè anche la nostra guida ne parlava, decidiamo di andarci subito: ci siamo trovati di fronte un nuvulo di piccoli canali che circondavano delle bellissime ville, il tutto adagiato nel verde più verde!

Ecco, Venezia è un’altra cosa!

Decidiamo di fermarci per cena, e vista la gradevole temperatura ci sediamo fuori: dopo aver ordinato, però ci precipitiamo dentro a causa di un temporale improvviso, che dura proprio il tempo della nostra cena!

Usciti dal ristorante ci dirigiamo alla macchina, e, appena usciti fuori dalla vegetazione, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio paesaggio autunnale: l’odore della pioggia appena passata, una nebbiolina che abbraccia la terra, dei cavalli curiosi che si avvicinano......quasi una cartolina!

Il 13.08, dopo un acquazzone di circa mezz’ora, e subito dopo è uscito un bel sole, ci dirigiamo verso il nord ovest, verso Groninga, che evitiamo come città ma ne visitiamo i dintorni.

Questa giornata è stata poco fruttuosa, a parte la visita di un bellissimo mulino bianco da poco restaurato a Ten Boer (www.widdemeuln.nl). Molto gentile è stato il “signore del mulino”: un simpatico anziano che non vedeva l’ora di raccontarci le avventure del restauro!

Poi siamo andati alla ricerca di tumuli e dolmen: gli uni non li abbiamo trovati e l’altro era così nascosto che ci siamo arrivati proprio per caso! Non dico essere come i francesi che qualunque pietra o granello di polvere lo pubblicizzano in ogni dove, o essere come noi italiani che abbiamo un vasto patrimonio storico che se a qualche turista scappa qualche cosa non se ne preoccupa perchè girato l’angolo vi è ben altro, ma qualche indicazione stradale in più al fine di far vedere le bellezze autoctone proprio non guasterebbe!!!!!!!

Ritornati alla nostra base, ci siamo gustati una buona cenetta e poi, esausti, tutti a nanna!

(continua)




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10 settembre 2007

Olanda 2/?

 

L’8.8 giriamo Amsterdam, con un occhio particolare al babau, il quale sembrava essersi ripreso in modo meraviglioso!

La prima tappa è il museo Van Gogh per me, mentre i miei uomini si divertivano nel giardino fuori al museo!

Il museo è splendido, anche se i quadri più famosi sono in altri musei sparsi per il mondo, unico neo la folla: avvicinarsi a quei meravigliosi quadri e poterli ammirare con calma è stato un lusso che ci siamo potuti permettere solo per qualche tela.

Incontrati i miei uomini e, mangiato pranzo, ci siamo recati tutti insieme alla visita del magico mondo del taglio dei diamanti, dove gli occhi i sono riempiti di luci e la testa di sogni!

I prezzi sono notevoli ed i pezzi esposti molto belli: ho solo acquistato un braccialetto in argento con una maglia molto carina.....la consolazione di non uscire proprio a mani vuote!

Fatte le foto di rito dentro uno zoccolo gigantesco la compagnia si divide e noi ci avventuriamo per le strade di Amsterdam, con il naso all’insù ad ammirare le case così diverse dalle nostre, piene di finestre aperte sul mondo poichè non hanno nè tende nè imposte o tapparelle! Ma hanno dei poderosi ganci per fare i traslochi: infatti le case hanno delle scale così strette e ripide che senza ganci si sta senza i mobili!

Merenda in albergo e cena con gli amici, lasciando il babau piccolo vicino a Paolo, la persona più allergica ai bambini che io conosca: luca è riuscito a conquistarlo!

Luca è stato bene per tutta la giornata, ancora una riprova della potenza delle macumbe delle zie!

Il 09.08, dopo la colazione, gambe in spalla per la visita della casa di Anna Frank, la bambina che scrisse il famoso diario!

Dopo quasi un’ora di coda, entriamo per la visita che ci ha lasciato turbati ed occupati a recuperare dalla nostra memoria frammenti di quel libro tradotto in moltissime lingue!

Usciti andiamo a pranzo e scopro che in olanda usano il burro di noccioline per i piatti salati!

Abbinamento strano ma mangiabile!

Il pomeriggio la compagnia si scinde: uomini da una parte e donne dall’altra!

La nostra tappa? Un sexy-shop, ovviamente!

Dopo l’arrivo in piazza Dam scopriamo che proprio dietro la piazza esiste un posticino delizioso dove assaporare un espresso (proprio il nostro buon caffè!) accompagnato da deliziose torte e meravigliosi biscottini: la prima tappa è fatta! Nel mentre mi chiama il marito che aveva programmato, con il babau, la gita in battello per i canali di Amsterdam....ma il babau aveva incontrato Morfeo e se la dormiva beatamente, così il marito ci raggiunge e ci scorta per la nostra bravata (e rigorosamente ci aspetta fuori dal negozio!)!

La cosa più divertente del sexy shop è stata constatare la nostra ignoranza su cosa si possa infilare in ogni dove del nostro corpo: le risate di quella visita l’hanno resa molto piacevole e consigliabile ad ogni donna che abbia voglia di scoprire (anche solo per amore di conoscenza) quali cose possano nascere da strane fantasie!

La visita di Amsterdam prosegue e scopriamo un tempio buddista, nel quartiere cinese.

Rientrati in albergo ci prepariamo per la cena e per il passeggio serale!

Il 10.08 lasciamo la compagnia per il nord dell’Olanda, prima tappa Alkmaar, dove assistiamo alla pesa del formaggio!

Per quanto famoso sia il formaggio olandese, occorre specificare che ne esiste un solo tipo che si distingue per il nome della cità in cui viene prodotto e per il grado di stagionatura, e quindi, formaggio Edam, Gouda (...) di tipo fresco, mezzo stagionato e stagionato. Altra alternativa è se il formaggio è semplice o pieno di semini di vario tipo: STOP!

La nostra varietà di formaggi è veramente un’altra cosa!

La pesa del formaggio è un divertente spettacolo in cui gli olandesi (obbligatoriamente in costume) si avvicendano a delle simil-slitte variopinte sulle quali sono appoggiate le ruote dei formaggi.

Correndo e danzando portano questi formaggi alla pesa (una gigantesca stadera!), per poi riportarli sulla piazza e scaricare i formaggi!

Dopo il pranzo consumato sul posto, per altro allietato da un coloratissimo mercatino, continuiamo il nostro viaggio verso nord ed arriviamo fino a Den Helder, che ci farà da base per qualche notte!

La prima tappa è sulla spiaggia!

Occorre aggiungere che proprio costeggiando il mare ci si accorge di essere nei Paesi Bassi, infatti ogni paese sorge SOTTO il livello della strada, strada che comunque è sopra il livello del mare.

Il mare non si vede mai o quasi mai, essendo,di solito la strada protetta da gigantesche dune che riparano l’olanda dalla furia del vento e del mare, anche se, parcheggiata la macchina e superata la duna si intravede un mare marroncino e pazzi temerari che si lanciano con uno strano windsurf, dove la vela è un aquilone..........!

Cena a base di pesce e nanna in un paesino dove un enorme faro rosso vegliava il nostro sonno!

(continua)




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30 agosto 2007

OLANDA 1/?

 

 L’Olanda è un paese stupendo che merita una visita accurata da dividere rigorosamente in due parti: Amsterdam, che è una città a sè, libera e svincolata da qualunque senso del pudore ed il resto del paese, dominato da un profondo senso del dovere, di origine calvinista, con l’opportunità di vivere il proprio tempo libero come meglio piace (barca, bici, cavallo), solitamente tutti immersi nella natura!

 Occorre fare una premessa: siamo stati molto fortunati come tempo, infatti, a parte qualche goccia che ci ha rovinato il nostro arrivo in Amsterdam (eravamo in pieno centro ed ha iniziato a gocciolare!), e due mattinate di pioggia intensa (una mattina eravamo in Gouda ed un’altra mattina in Anversa - che è in Belgio ma era vicina!), per il resto è piovuto un po’ di notte e basta!

 Un’altra premessa: muoversi con l’auto è facilissimo (la rete autostradale è favolosa!), ma nelle città i parcheggi sono carissimi non meno di 2 euro l’ora in quasi tutto il paese ed Amsterdam ha toccato i 4,50 Euro per ora: e così tutti vanno in bicicletta!

 Andiamo con ordine: il 5.08 di buon mattino siamo partiti, armi, bagagli e bambino recuperato in montagna, e, dopo aver attraversato il traforo del monte bianco ed evitato la Svizzera, abbiamo attraversato la Francia e raggiunto il Belgio ed abbiamo fatto la prima tappa della nanna!

 Il giorno 6.08 siamo ripartiti e nel primo pomeriggio abbiamo raggiunto l’albergo che dei nostri cari amici, essendo sul posto, ci avevano prenotato per 4 notti, il tempo sufficiente per visitare questa bellissima città, o meglio per visitarla con un bambino che non si può costringere nei musei. In realtà il patrimonio culturale di Amsterdam è immenso, e per visitare bene ogni museo non basterebbero 15 giorni!

 Al nostro arrivo, mentre stavamo scaricando i bagagli, la nostra carissima amica Pilli ci ha aperto la porta dell’albergo e, dopo aver chiacchierato un pochino, preso possesso della stanza, e scaricato tutti i bagagli necessari, con lei, ormai in pieno controllo della città e dei suoi mezzi di trasporto, siamo andati alla ricerca di un parcheggio (pagando ad ore ci costava più la macchina dell’albergo!), che abbiamo trovato grazie al suggerimento dell’albergatore, all’altro capo della città.

 Abbiamo preso il tram e ci siamo recati in centro, nella piazza principale, dove anche gli altri amici ci hanno raggiunto!

 Tutti e quattro loro (Pilli, Claudio, Paolo e Daniela) erano reduci da una nottata di bagordi poiché avevano assaggiato, la sera prima, la famosa “pasticceria” di Amsterdam ed erano ancora un po’ fusi!

 Dopo un primo assaggio di centro ci mettiamo in cammino verso l’albergo e, nel mentre, comincia un po’ di pioggia: Davide ed io realizziamo che abbiamo lasciato a casa il copripasseggino, cioè quella copertina di plastica trasparente che preserva i bimbi dalle inzuppature del maltempo, e cominciamo ad incrociare le dita........!

 In albergo ci rilassiamo un po’, visto che, pur essendo spartano aveva il grande pregio di lasciare a disposizione degli ospiti tutto il cibo necessario per la colazione (pane, biscotti, burro, dolci, formaggi, salumi, frutta, thè, caffè, cioccolata e latte), il tutto in una sala comune, con possibilità di fumare (anche se era specificato niente droghe!) adornata di quadri che rappresentavano culi di uomini (tra l’altro anche un bel vedere!).

[a chi interessa: hotel adolesce www.adolesce.nl]

 Dopo la merenda un po’ di riposo e poi, docciati, verso le otto, tutti pronti per andare a fare la pappa!

 Abbiamo trovato un ristorante in centro che è stata tappa anche per le cene successive dove abbiamo gustato la cucina olandese ad un prezzo molto ragionevole!

 La cucina olandese, come quella del nord europa, prevede quale antipasto-primo delle ottime zuppe e poi un gran piatto per il secondo, o di carne o di pesce con una varietà abbastanza ampia.

 Piatto nazionale sono le cozze che abbiamo trovato in tutti i ristoranti con mia grande gioia!

 Passeggiata serale e gran nanna, avendo noi alle spalle anche tanti kilometri........

 Il giorno dopo, approfittando del bel tempo, anche se frescolino, e utilizzando i mezzi pubblici abbiamo fatto la gita a Volendam, grazioso paesino che si affaccia sul mare (lago?) interno dell’Olanda.

 Tutto bene fino a che non abbiamo preso la barca per raggiungere Marken, altro grazioso paesino di 2000 anime: infatti, durante il tragitto in barca Luca ha iniziato a vomitare (e lo ha fatto per più volte!) per concludere la traversata con “Mamma, cacca!” ed io “Per favore, tienila che stiamo arrivando” e lui “Ma io l’ho già fatta!”. Ovviamente mi è preso male ed ovviamente non avevo nessun cambio con me! Attraccata la barca ci siamo precipitati nel primo bar di fronte ed ho constatato che la cacca era un attacco fulminante di diarrea..... Che fare? Intanto prestare attenzione al piccolo che tra sopra e sotto si stava svuotando e poi cercare qualche soluzione per vestirlo alla meno peggio!

 In quel bellissimo paesino non esiste un negozio di abbigliamento per bambini ed il negozio dei souvenir, per quanto fornito non aveva né mutande né pantaloni per bambini (in realtà mi ha proposto il costume folkloristico che al di là del costo, 40 euro, era di una lana talmente rigida che appena l’ho toccata mi è venuta la grattarola ovunque!!!)!

 Che fare?

 Luca aveva la maglietta, il giubbottino, le calze e le scarpe STOP!

 Ho preso il babau e l’ho portato nel negozietto di cui sopra: l’omino si è ingegnato e mi ha dato un bellissimo paio di boxer con disegni delle ceramiche di Deft (quelli bianchi ed azzurri!) ed un asciugamano che potesse funzionare da copertina. Abbiamo vestito il cucciolo che si è addormentato sul passeggino! Sembrava una bambola di pezza, senza un filo di energia!

 Siamo andati alla ricerca del supermercato che, per nostra fortuna, aveva i pannolini, e nel mentre abbiamo fatto un po’ di spesa per il nostro pic nic improvvisato!

 I nostri amici sono stati meravigliosi ed hanno capito perfettamente sia la situazione sia la nostra preoccupazione!

 Dopo una dormita di un’oretta luca, che nel mentre aveva ripreso un po’ di colore, voleva andare a casa a tutti i costi, e così abbiamo ricominciato la nostra trafila: barca, autobus e tram fino all’albergo, dove si è riaddormentato!

 La sera io ed il piccolo siamo stati in albergo e Davide è uscito a cena con gli altri!

 Dopo un altro attacco di diarrea e vomito, finalmente il piccolo si è riaddormentato ed ha passato una notte serena e tranquilla: anche noi ci siamo rilassati, anche perché se avesse continuato a stare male avevamo pronta la macchina per il rientro immediato!

 Fondamentali sono state le macumbe delle zie del blog, che prontamente allertate, hanno permesso una pronta guarigione del piccolo e la continuazione del nostro viaggio!

(continua...)




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25 agosto 2007

Tornati!

L'olanda è bellissima ma ora, dopo due lavatrici ed una buona italica pizza ci attende il letto: non quello di un albergo, ma quello vero vero, quello nostro!

Un bacione ed a presto con i racconti!
Ciao




permalink | inviato da disastro il 25/8/2007 alle 23:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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