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Se non ora quando 13.02.2011

Ore 13,20 si parte da casa.

Con la macchina così se il piccolo si stufa o si stanca almeno un pezzo di strada è già fatto.

Parcheggiamo.

Andiamo alla ricerca di un bar aperto, prendiamo un corroborante caffè noi grandi ed una ancor più corroborante cioccolata calda il babau!

Arriviamo in Piazza San Carlo.

Si sta riempiendo.

Incontriamo i Paoli, i nostri amici con la bambina.

Intorno a noi una marea di gente, serena e serafica.

Donne, uomini, famiglie con bambini, giovani anziani: una trasversalità fuori dal comune, al di là di chi afferma che “poche radical chic strumentalizzano le altre donne”.

Una marea umana che apre ombrelli per ripararsi dal fango che le istituzioni ci stanno gettando addosso, una marea di gomitoli di lana per tessere una tela di solidarietà.

Gomitoli colorati che vengono lanciati per aria: tanta lana da fare una caserma di maglioni!

Un urlo!

Poi ci si incammina.

Da piazza San Carlo verso via Roma, Piazza Castello, Via Po e Piazza Vittorio.

Il nano si stanca, babau grande e piccolo vanno via, ma io resto, resto fino alla fine!

E con me migliaia di persone: giovani, anziani, donne uomini e bambini, eravamo in 100.000.

Tutti uniti per gridare in favore della dignità, quella dignità che i nostri politici stanno calpestando ogni giorno!

IO C’ERO!

Pubblicato il 14/2/2011 alle 10.3 nella rubrica Diario.

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